Anestesia Spinale Selettiva

Procedura

  • Posizione seduta, con la schiena piegata in avanti.
  • Posizione distesa su un fianco e con le ginocchia piegate.
  • La sterilizzazione del punto d'iniezione. L'anestesista provvede alla sterilizzazione strofinando nella zona d'interesse un piccolo panno o un pezzo di cotone, imbevuto di una soluzione sterilizzante.
  • L'inserimento nel canale spinale, mediante la perforazione della pelle, di un ago-cannula. Un generico ago-cannula è un ago cavo, di discrete dimensioni, che permette il passaggio al suo interno di piccoli tubicini (o cateteri) per l'infusione di farmaci.
  • L'introduzione di un piccolo tubicino di plastica – il cosiddetto catetere spinale – all'interno dell'ago cannula e il suo collocamento nello spazio subaracnoideo. Il catetere spinale rappresenta lo strumento per l'infusione degli anestetici e degli analgesici. L'anestesista dà inizio all'iniezione farmacologica soltanto una volta che ha collocato adeguatamente il catetere spinale.

C'È UN PUNTO PRECISO PER L'INIEZIONE?

SENSAZIONI ED EFFETTI TIPICI DI UN'ANESTESIA SPINALE

DURATA DEGLI EFFETTI

Principali differenze tra l'anestesia spinale l'anestesia epidurale:
  • Un'anestesia spinale produce gli stessi effetti anestetici e analgesici di un'anestesia epidurale, con quantità farmacologiche più basse (un'anestesia spinale da 1,5-3,5 millilitri equivale a un'epidurale da 10-20 millilitri).
  • Gli effetti di un'anestesia spinale compaiono più velocemente, rispetto agli effetti di un'anestesia epidurale.
  • Se l'iniezione per un'anestesia spinale può avvenire soltanto al di sotto della seconda vertebra lombare, l'iniezione per un'epidurale può avere luogo in una qualsiasi sezione della colonna vertebrale (cervicale, toracica, lombare o sacrale).
  • La procedura di collocamento del tubicino di plastica, per l'iniezione farmacologica, è più semplice nel caso di un'epidurale.

DOPO UN'ANESTESIA SPINALE

FARMACI UTILIZZATI

Anestesia

Che cos’è l’anestesia

L’anestesia generale

L’anestesia loco-regionale

  • Interventi al braccio, alla mano, alla gamba, al ginocchio e al piede
  • Interventi di ginecologia
  • Taglio cesareo e parto indolore
  • Interventi all’addome (es. ernia inguinale), all’ano (fistola ed emorroidi)
  • Interventi di urologia
  • I diversi tipi di anestesia loco-regionale

Anestesia subarac​​noidea

Anestesia peridu​​​rale

Anestesia dei ​​​​​nervi

Anestesia lo​​cale

La scelta del tipo​ di anestesia

Preparazione del paziente prima dell’intervento

  • Rimozione e consegna ad un parente o alla caposala di anelli ed oggetti preziosi
  • Rimozione di dentiere, di apparecchi per l’udito, di occhiali e di lenti a contatto
  • Rimozione di smalto dalle unghie e di rossetto
  • Rasatura nella zona dove verrà fatta la puntura per l’anestesia
  • Il paziente deve essere a digiuno
  • La vescica deve essere vuota

Prima dell’int​​ervento chirurgico

Dopo l’intervento ​​​chirurgico

  • In anestesia generale:
  • in anestesia loco-regionale:
  • Dopo l’intervento chirurgico con anestesia loco-regionale:

La sala risveglio

L’eliminazione del dolore dopo l’intervento

  • Somministrazione di farmaci simili all’aspirina (FANS)
  • Somministrazione di farmaci simili alla morfina (oppioidi )
  • Analgesia peridurale con anestetici locali (sicura e poco tossica)
  • PCA (analgesia controllata dal paziente stesso mediante l’uso di una pompa di cui controlla l’infusione con  un pulsante)

Introduzione

A cosa serve? Quando viene utilizzata?

  • Interventi addominali bassi:
    • ernia inguinale,
    • TURP (resezione transuretrale della prostata per ipertrofia prostatica benigna),
    • TURBT (resezione transuretrale del cancro alla vescica),
    • chirurgia proctologica (fistole, emorroidi, ragadi anali, ascessi, rettocele),
    • cisti pilonidali o fistole sacrococcigee,
    • interventi ginecologici,
    • taglio cesareo
.
  • Interventi addominali maggiori in associazione all’anestesia generale come aiuto nel controllo del dolore durante l’intervento. Questa tecnica è chiamata anestesia blended ed è usata ad esempio nei trapianti di organi o nelle chirurgie oncologiche:
    • interventi agli arti inferiori,
    • protesi di anca,
    • protesi di ginocchio,
    • riparazione di fratture,
    • interventi vascolari sulle gambe.

Preparazione del paziente

  • seduto sul lettino con le gambe a penzoloni, la schiena il più possibile inarcata e le spalle rilassate,
  • disteso su un fianco, con le ginocchia piegate verso il petto e la schiena inarcata (scelta più comune nel caso di parto cesareo).

Procedura

Rischi ed effetti collaterali

  • Effetti precoci, che possono svilupparsi subito dopo la somministrazione dell’anestetico:
    • Ipotensione ovvero abbassamento della pressione sanguigna. È l’effetto più frequente e immediato ed è dovuto al farmaco anestetico che agisce provocando anche una dilatazione dei vasi sanguigni.
    • Bradicardia (15-20% dei pazienti) ovvero abbassamento della frequenza cardiaca, che molto raramente può condurre all’arresto cardiaco.
    • Nausea e vomito, soprattutto come conseguenza dell’ipotensione.
    • Reazioni allergiche/anafilattiche ai farmaci.
  • Effetti tardivi, che possono insorgere ore e giorni dopo:
    • Mal di schiena è l’effetto collaterale più comunemente riferito, spesso conseguenza della posizione assunta sul lettino operatorio.
    • Cefalea post puntura durale, complicanza molto comune fino a qualche anno fa. L’incidenza di comparsa è infatti direttamente proporzionale alla dimensione dell’ago adoperato e attualmente, con i moderni aghi utilizzati, il verificarsi di questa complicanza è ormai raro. Il mal di testa è infatti dovuto alla fuoriuscita di liquido cerebrospinale dal foro praticato per iniettare il farmaco anestetico. Si manifesta in genere entro due giorni dalla puntura come un mal di testa aggravato dalla posizione seduta o in piedi e alleviato dalla posizione sdraiata. La terapia più diffusa è il riposo in posizione sdraiata, ma per i casi più importanti si può anche ricorrere al cosiddetto blood-patch (viene iniettata una piccola quantità di sangue del paziente stesso sopra alla sede di puntura, così da indurre la formazione di una sorta di cerotto che blocca la perdita di ulteriore liquor). I soggetti a più alto rischio sono i giovani e le donne.
    • Ritenzione urinaria, che può rendere necessario l’uso temporaneo di un catetere vescicale soprattutto in pazienti di sesso maschile. Il rischio è maggiore in chi ha problemi di ipertrofia prostatica.
    • Danni neurologici permanenti come paralisi e meningiti che, seppure rarissimi, possono accadere.

Controindicazioni

  • Rifiuto del paziente.
  • Presenza di tatuaggi nella schiena.
  • Sepsi o infezioni nel sito di iniezione, per rischio di sviluppo di meningite.
  • Gravi patologie cardiovascolari (recente infarto del miocardio, difetti cardiaci congeniti, grave ipotensione).
  • Alterazioni della coagulazione acquisite (terapie con farmaci anticoagulanti o antiaggreganti) o congenite (ad esempio emofilia).
  • Gravi deformità della colonna vertebrale.
  • Malattie del sistema nervoso.

Vantaggi

  • Il paziente può rimanere sveglio durante l’intervento, fattore di grande importanza soprattutto durante il taglio cesareo, perché consente alla donna di vivere e godere appieno del momento della nascita.
  • La rapidità dell’effetto permette di snellire i tempi in sala operatoria.
  • È una tecnica relativamente semplice da eseguire e associata ad una buona percentuale di successo.
  • È associata a rischi minori rispetto all’anestesia totale.
  • Permette un buon controllo del dolore.
  • Consente un rapido recupero post-operatorio.
  • Ha un minore impatto sulle funzioni vitali rispetto all’anestesia generale ed è quindi particolarmente indicata nelle persone anziane con problemi cardiaci.

Svantaggi

  • Il limite principale di questa tecnica è il fatto che il farmaco può essere iniettato una volta sola e l’anestesia dura fino a un massimo di tre/quattro ore in base al tipo di farmaco utilizzato. Nel caso in cui l’intervento dovesse protrarsi più a lungo del previsto si renderebbe necessario convertire la tecnica passando ad un’anestesia generale.
  • Può essere di difficile esecuzione in pazienti con patologie della colonna vertebrale quali artrosi marcate, schiacciamenti vertebrali, scoliosi.
  • Non è una tecnica applicabile a tutti i pazienti, è ad esempio controindicata in soggetti in terapia anticoagulante (Coumadin, Sintrom, …).

Domande frequenti

Quanto dura l’effetto? Dopo quanto tempo si smaltisce la spinale?

Fa male?

Che differenza c’è tra la spinale e l’epidurale?

  • viene effettuata prima l’anestesia spinale
  • e in seguito si possono continuare ad infondere farmaci con l’epidurale.

Fonti e bibliografia

  • Abdulquadri M. Olawin, Joe M Das ,Spinal Anesthesia; 2020
  • Fusco, Marinangeli, Blanco; Anestesia locoregionale e terapia del dolore; 2019
  • Pippa, Busoni; Anestesia locoregionale; 2010

Articoli ed approfondimenti

  • Chirurgia
  • Scheda presente nelle categorie: Chirurgia

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Anestesia spinale: è dolorosa? Procedura, tecniche, effetti collaterali e complicanze

    Indice Articolo:
  1. Caratteristiche
  2. Procedura e tecniche
  3. Effetti collaterali

Anestesia spinale: cos'è ed a cosa serve

  • ernia inguinale o gastrica;
  • interventi ortopedici a tibia, anca e femore;
  • ginecologia;
  • operazioni a carico dell’apparato urinario;
  • protesi;
  • interventi alle vene delle gambe;
  • parto cesareo.
  • nella anestesia spinale si immette l’anestetico nel liquido cerebrospinale,
  • nell’ epidurale si immette il farmaco nello spazio epidurale al di fuori delle meningi.
  • L’anestesia spinale può essere praticata solo a livello lombare, ed oltre al dolore blocca anche i movimenti, per cui si usa ad esempio nei parti cesarei o in interventi in cui è necessaria un’immobilizzazione del paziente.
  • L’epidurale può essere praticata a varie altezze, anche a livello cervicale, e viene inibito solo il dolore ma non il movimento infatti, di solito, si fa nei parti naturali, per permettere alla madre di spingere.
Il midollo spinale èla continuazione del sistema nervoso centrale, si trova nella colonna vertebrale protetto dalle ossa. Parte dall'attaccatura del collo ed arriva fino al coccige; è costituito da vari fasci di neuroni ricoperti da due meningi, tra queste si trova il liquido cefalorachidiano o cerebrospinale, oppure chiamato anche semplicemente liquor. Quest’ultimo può permeare anche l'interno del midollo stesso, le sue funzioni sono due:
  • quella protettiva, in particolare funge da cuscinetto negli urti;
  • quella di monitorare i cambiamenti corporei, infatti è mescolato anche con il sangue e riesce ad analizzare le sue modificazioni di composizione e capire cosa correggere per riportare i parametri a valori corretti.

Procedura e tecniche

  • disinfettare l'area lombare;
  • praticare una pre-anestesia con una siringa normale, nell'area dove in seguito verrà inserito l’ago cannula di 9 cm, per evitare che il paziente senta dolore. Questa prima iniezione non è dolorosa, e di conseguenza non è dolorosa neanche l’anestesia spinale in se.
  • sistemare il soggetto in una posizione ottimale cioè, seduto ed inclinato in avanti oppure steso, in questo modo si aprono le fessure tra le vertebre e sarà più facile, per il medico, praticare l'iniezione correttamente;
  • introduzione dell'ago cannula nello spazio subaracnoideo, in questo step il paziente può sentire un fastidio o delle sensazioni come delle scosse elettriche, se vengono sfiorati le radici dei nervi;
  • estrarre l’ago in modo tale da avere la cannula pronta per infondere i farmaci. L'impianto di questa può essere fatto anche un po' prima dell’operazione e mantenuto anche in seguito, in caso di emergenza, per essere pronti a somministrare in modo repentino il medicinale.
  • anestetici, come: bupivacaina, tetracaina, procaina, ropivacaina, levobupivacaina, lidocaina e prilocaina;
  • antidolorifici, come: oppioidi, ad esempio il fentanyl.

Effetti collaterali dell’anestesia spinale.

  • per chi ha patologie legate alla coagulazione del sangue, come l’emofilia. A causa della non corretta cicatrizzazione della lesione a livello della cannula si potrebbe avere la fuoriuscita di sangue e liquido cerebrospinale. Chi fa uso di farmaci fluidificanti del sangue, come il warfarin o la cardioaspirina, per evitare questo rischio li deve interrompere almeno una settimana prima;
  • chi soffre di forti mal di testa perchè un effetto collaterale che viene molto spesso dopo l'anestesia, di cui si parlerà in seguito, è appunto una forte emicrania;
  • infezioni sul sito dove dovrà essere praticata l’iniezione, per evitare che batteri o microbi possano essere trasportati all’interno dell’ organismo;
  • malformazioni della colonna vertebrale come: scoliosi o artrosi,perchè sarà più difficile introdurre l’ago cannula in sicurezza;
  • malformazioni del midollo osseo come la spina bifida;
  • difficoltà a ritrovare il controllo del corpo per urinare in quanto viene inibito proprio questo distretto, di solito si usa un catetere nelle prime ore;
  • abbassamento della pressione, che può dare senso di malessere e stanchezza perchè, con l’anestesia, si bloccano anche terminazioni nervose dei vasi sanguigni che non permettono una corretta circolazione del sangue;
  • prurito, legato spesso ai farmaci oppioidi somministrati come antidolorifici;
  • nausea e vomito, di minore entità rispetto all'anestesia totale perchè la quantità di medicinale anestetico in circolo è minore;
  • mal di schiena, dovuto alla posizione tenuta, anche per molte ore, durante l'operazione;
  • mal di testa a causa dei farmaci usati, alla disidratazione o alla perdita di un po’ di liquido cerebrospinale;
  • dolore e fastidio a livello del sito dell’introduzione della cannula e formazione di un ematoma.
  • ascesso nel sito di iniezione, che potrebbe determinare paralisi;
  • danneggiamento dei nervi per somministrazione non corretta;
  • arresto cardiaco;
  • allergia all’anestetico.
L'anestesia spinale è sempre preferita a quella totale, quando è possibile praticarla, in quanto è meno rischiosa, soprattutto per pazienti anziani che presentano spesso insufficienze cardiache. Infatti, in quella totale, si determina un coma indotto intubando il paziente ed attaccandolo a macchinari per la respirazione; uno stress molto grande per pazienti già debilitati. In questo caso, invece, si rimane abbastanza vigili durante l'intervento, ed il dolore da sopportare a seguito dell’introduzione dell’ago cannula, si riduce ad un lieve fastidio, grazie alla pre-anestesia somministrata prima della sua introduzione. Il periodo per smaltire l'anestesia spinale è breve quindi, in poche ore si riprendono tutte le proprie facoltà mentali e motorie e si può anche si può consumare cibo e bere per reidratarsi. Naturalmente anche nell'anestesia spinale gli effetti collaterali ed i rischi non sono azzerati ma sono molto minori, come visto nel paragrafo precedente, rispetto a quella totale. Inoltre i casi di fallimento quando il paziente, cioè, comincia a sentire dolore durante l'intervento, sono molto rari perchè, in questo caso, è facile modulare la quantità di medicinale somministrato attraverso la cannula. Informazioni Sugli Autori:

Introduzione

Vantaggi e svantaggi

  • è semplice da praticare,
  • agisce rapidamente,
  • ha una percentuale di fallimento molto bassa,
  • rischi di complicazioni inferiori rispetto all’anestesia totale (compresi anche quelli più banali, come nausea e vomito),
  • impatto minore su cuore e polmoni,
  • drastica riduzione del rischio di trombosi post-intervento,
  • controllo del dolore particolarmente efficace e conseguente riduzione delle dosi di antidolorifici sistemici necessari,
  • possibilità di bere e mangiare già poco dopo l’intervento,
  • ridotto senso di confusione nel paziente anziano,
  • recupero più rapido delle funzioni intestinali,
  • maggior partecipazione durante l’intervento (seppure il paziente possa essere leggermente intontito da sostanze rilassanti).
  • aumento del rischio di episodi ipotensivi (abbassamento della pressione)
  • rischio di sviluppo di mal di testa post-intervento.

Quando viene usata

  • ortopedici (anca, femore, ginocchio, tibia, …),
  • vascolari sulle gambe (ad esempio la safenectomia, per rimuovere la vena safena),
  • di ernia inguinale ed epigastrica,
  • di emorroidectomia,
  • ginecologici e urologici,

Procedura

  1. L’anestesista procede prima di tutto con una leggera anestesia locale sulla schiena per togliere sensibilità prima dell’utilizzo dell’ago più lungo.
  2. Viene quindi praticata un’iniezione a livello della schiena, in zona lombare (verso il basso), con il paziente seduto o sdraiato sul fianco.

Fa male?

  • La prima iniezione di anestetico locale potrebbe dare un leggero fastidio, paragonabile a quello di un vaccino o meno.
  • Si avverte un certo fastidio durante l’inserimento dell’ago con cui verrà praticata la spinale vera e propria; non è dolore, ma si tratta comunque di una sensazione non gradevole. In caso di percezione di una sensazione di scossa, questa va immediatamente segnalata all’anestesista.
  • Entro pochi attimi inizia a comparire una sensazione di calore e di intorpidimento, simile a quella di un’anestesia al dente. Si avvertono ancora tatto e pressione e si è in grado di muovere le gambe.
  • Nell’arco di 5-10 minuti le gambe diventeranno pesanti e sempre più difficile da muovere.

Controindicazioni

  • rifiuto da parte del paziente,
  • grave carenza di potassio,
  • infezione a livello del sito d’iniezione,
  • presenza di disturbi della coagulazione (ad esempio emofilia, oppure conseguenti all’assunzione di anticoagulanti come il warfarin),
  • malformazioni del midollo spinale (come la spina bifida),
  • patologie a carico del sistema nervoso centrale,
  • grave emicrania,
  • deformità della colonna vertebrale o severa forma di artrite alla colonna vertebrale.

Pericoli

  • effetti realmente gravi o pericolosi sono estremamente rari,
  • sono invece più comuni piccoli fastidi destinati a sparire in modo relativamente rapido.
  • Difficoltà a urinare nelle ore successive all’intervento, in quanto viene coinvolto dall’anestesia anche il nervo responsabile del controllo della vescica; in caso di problemi può essere utilizzato un catetere fino a risoluzione.
  • Abbassamento della pressione del sangue, contrastato spesso fin da subito con una costante idratazione endovena, che tuttavia può causare un senso di stanchezza o leggero malessere.
  • Prurito, un effetto collaterale legato più che altro ai possibili farmaci antidolorifici iniettati insieme all’anestetico.
  • Nausea e vomito, facilmente controllabili attraverso medicinali, ma decisamente meno comuni rispetto al ricorso all’anestesia totale.
  • Mal di schiena, legato al fatto di restare disteso sul lettino in sala operatoria e non al tipo di anestesia usato.
  • Fallimento dell’anestesia spinale, ossia un controllo del dolore non sufficiente; si può ricorrere all’utilizzo di ulteriori antidolorifici, ma in ogni caso l’operazione non verrà iniziata finché non sia garantito il comfort del paziente.
  • Mal di testa (vedi dopo).
  • convulsioni,
  • depressione respiratoria,
  • danni ai nervi,
  • ascessi (infezioni),
  • arresto cardiaco.

Mal di testa post anestesia

  • farmaci anestetici usati,
  • intervento in sé,
  • disidratazione,
  • ansia.
  • assumere molti liquidi (utile anche la caffeina),
  • provare i normali analgesici orali,
  • restare a letto a riposo, sdraiati.

L’anestesia spinale, anche detta anestesia subaracnoidea, è una forma di anestesia locale o regionale che consiste nell’iniezione dell’anestetico all’interno del liquido cefalorachidiano, fluido corporeo che si trova nel sistema nervoso centrale. L’iniezione di solito viene praticata nella regione lombare della schiena, attraverso un ago lungo circa 9 cm (un po’ più lungo nei pazienti obesi). Questo approccio viene preso in considerazione come alternativa più sicura all’anestesia totale, per gli interventi da effettuarsi al di sotto della vita, in quando l’iniezione agisce solo e soltanto dal punto di somministrazione in poi (indicativamente da sotto l’ombelico), mentre la parte superiore del corpo rimane del tutto normale e sensibile. La durata dell’effetto è di circa tre ore ed è importante essere a conoscenza che sotto l’effetto dell’anestesia spinale si potranno comunque avvertire sensazioni di manipolazione dell’area durante l’intervento, ma non sarà fastidioso come lo sarebbe in assenza di anestetico. Le gambe verranno percepite come fortemente indebolite o addirittura come se non facessero più parte del corpo (non sarà quindi possibile muoverle).

Vantaggi

  1. è semplice da praticare,
  2. agisce rapidamente,
  3. ha una percentuale di fallimento molto bassa
  • Rischi di complicazioni inferiori rispetto all’anestesia totale (compresi anche quelli più banali, come nausea e vomito).
  • Impatto inferiore su cuore e polmoni.
  • Drastica riduzione del rischio di trombosi post-intervento.
  • Controllo del dolore particolarmente efficace e conseguente riduzione delle dosi di antidolorifici sistemici necessari.
  • Possibilità di bere e mangiare già poco dopo l’intervento.
  • Ridotto senso di confusione nel paziente anziano.
  • Recupero più rapido delle funzioni intestinali.
  • Maggior partecipazione durante l’intervento (seppure magari intontiti da sostanze rilassanti).

Quando viene usata

  • ortopedici (anca, femore, ginocchio, tibia, …),
  • vascolari sulle gambe,
  • di ernia inguinale ed epigastrica,
  • di emorroidectomia,
  • ginecologici e urologici,

Procedura

  1. L’anestesista procede prima di tutto con una leggera anestesia locale per togliere sensibilità prima dell’utilizzo dell’ago più lungo.
  2. Viene quindi praticata un’iniezione a livello della schiena, in zona lombare (verso il basso), con il paziente seduto o sdraiato sul fianco.
  • Differenza tra sedazione cosciente e profonda, anestesia ed ipnosi
  • Sedazione cosciente: via inalatoria, endovenosa e gastrointestinale
  • Differenza tra anestesia generale e sonno
  • Perché l’anestesia generale è così pericolosa? Effetti collaterali e pericoli
  • Anestesia cosciente o risveglio intraoperatorio: risvegliarsi durante una operazione chirurgica ma non poter parlare né muoversi
  • Visita anestesiologica e pre-anestesia prima dell’anestesia generale
  • Cosa mi succede durante una anestesia generale?
  • Dopo l’anestesia generale: come ci si sente e quanto tempo serve per smaltire l’anestetico
  • Anestesia generale: perché si fa e quali sono i suoi obiettivi?
  • Differenza tra anestesia epidurale e spinale
  • Differenza tra anestesia locale, regionale, generale, spinale ed epidurale
  • Differenza tra anestesia generale e totale
  • Lidocaina: cos’è, a cosa serve e quali sono le controindicazioni
  • Anestesia epidurale: quando viene usata, vantaggi e pericoli
  • Anestesia epidurale e parto: vantaggi, procedura e rischi

Cosa avverte il paziente?

  • La prima iniezione di anestetico locale potrebbe dare un leggero fastidio, paragonabile a quello di un vaccino o meno.
  • Si avverte un certo fastidio durante l’inserimento dell’ago relativo alla spinale vera e propria; non è dolore, ma si tratta di una sensazione non gradevole. In caso di percezione di una sorta di scossa va immediatamente segnalata all’anestesista.
  • Entro pochi attimi inizia a comparire una sensazione di calore e di intorpidimento, simile a quella di un’anestesia al dente. Si avverte ancora il tatto e la pressione e si è in grado di muovere le gambe.
  • Nell’arco di 5-10 minuti le gambe diventeranno pesanti e sempre più difficile da muovere.

Controindicazioni

  • rifiuto da parte del paziente,
  • grave carenza di potassio,
  • infezione a livello del sito d’iniezione,
  • presenza di disturbi della coagulazione (ad esempio l’emofilia, o l’assunzione di anticoagulanti come il warfarin),
  • malformazioni del midollo spinale (come la spina bifida),
  • deformità della colonna vertebrale o severa forma di artrite alla colonna vertebrale.

Pericoli

  • effetti realmente gravi o pericolosi sono estremamente rari,
  • sono invece più comuni piccoli fastidi destinati a sparire in modo relativamente rapido.
  • Difficoltà a urinare nelle ore successive all’intervento, in quanto viene coinvolto dall’anestesia anche il nervo responsabile del controllo della vescica; in caso di problemi può essere utilizzato un catetere fino a risoluzione.
  • Abbassamento della pressione del sangue, contrastato spesso fin da subito con una costante idratazione endovena, che tuttavia può causare un senso di stanchezza o leggero malessere.
  • Prurito, un effetto collaterale legato più che altro ai possibili farmaci antidolorifici iniettati insieme all’anestetico.
  • Nausea e vomito, facilmente controllabili attraverso medicinali, ma decisamente meno comuni rispetto al ricorso all’anestesia totale.
  • Mal di schiena, legato al fatto di restare disteso sul lettino in sala operatoria e non al tipo di anestesia usato.
  • Fallimento dell’anestesia spinale, ossia il controllo del dolore non è sufficiente; si può ricorrere all’utilizzo di ulteriori antidolorifici e l’operazione non verrà iniziata finchè non sia garantito il comfort del paziente.
  • Mal di testa (vedi dopo).
  • rallentamento della funzione respiratoria e sonnolenza.
  • convusioni,
  • depressione respiratoria,
  • danni ai nervi,
  • ascessi (infezioni),
  • arresto cardiaco.

Mal di testa post anestesia

  • farmaci anestetici usati,
  • intervento in sé,
  • disidratazione,
  • ansia.
  • assumere molti liquidi (utile anche la caffeina),
  • provare i normali analgesici orali,
  • restare a letto a riposo, sdraiati.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra anestesia spinale e anestesia epidurale?

Sarò sveglio durante l’intervento?

Si sente qualcosa durante l’intervento?

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